La mia luna
Quando la luna
bussò alla mia porta
non mi accorsi che era la luna
pensavo fosse una pietra
incastonata nel cielo
delle mie supposizioni.
Ma la luna è ostinata
testarda più di me
e continuò a bussare
fino a sfondarmi le pareti del cuore
e con la sua luce notturna
mi piegò come il ferro dentro la forgia
e nel fuoco della mia solitudine
lì mi lasciò.
Ed io ogni tanto ci torno
a guardare la luna
e le stelle sono candele
disperse nel cosmo
dove il mio amore digiuna
nitido e spoglio
e offusca lo sguardo di Dio
che conosce il mistero
dell’azzurra marea
ai confini del mondo
vicino alla morte
di un airone impazzito
che non vuole tornare
a nutrirsi di terra
di fango, di foglie
e ombre di luna
che calpestano i passi
di questo ondeggiare.
©
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