Angeli di San Giuliano
Schianto maligno di perfidia rara
come sfera infernal si raffigura
che da esalanti fumi poi rischiara
per mostrar triste tempo di sventura.
Vagar di sguardi e spiriti piangenti
ricercan quell’udir di care voci
che speme d’avvenir volle presenti
giovini menti dai destin precoci.
Nude le mani e di far possente
sponte arrivate qual che sia distanza
indomite a salvar respir morente
dall’accanir dell’ora che s’avanza.
Ma strazio s’apre alla desolazione
ché lutto di fanciulli ha lacerato
pensier cristiano vuoto alla ragione
d’un dubbio ch’è timor d’abbandonato.
A madri e padri non si può parola
che già silenzio ingombra la coscienza
ogn’anima s’apparta a restar sola
per viver riservata penitenza.
Prostra l’Italia nel dolor latente
si cinge d’ufficial senso di Stato
abbraccia i cor della penosa gente
d’umido occhio e di tremante afflato.
La molisana terra sì provata
a generar non sa clamor niuno
v’è dignità d’onesta umil casata
al sopportar di sonno e di digiuno.
Figli, candor di San Giuliano cielo
ascesi son di girotonda mano,
com’angeli narrati nel vangelo
ora custodi del cammino umano.
©
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
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