Vivrò

Nei nuovi giorni,
nelle stagioni che fluiscono
e raccontano ancora,
di foglie sparse dal vento
autunnale.
Vivrò per amore,
tra le memorie antiche,
tra le pioggia e i movimenti
di basalto,
oltre quel tempo che non sa
riconoscermi.
Amhoser, mi guarda,
come figlio impossibile
in una vita impossibile,
che dipinge per lei un nulla
che mai avrebbe voluto.
Le mani scarne di Thereth
stringono le mie,
non vogliono lasciarmi andare
perché nessuno sa dimenticarmi.
Il melograno offre i suoi frutti,
rubini vermigli tra pietre rotolanti,
tra la bruma e l’humus
che profuma la campagna.
Non saprò mai chi ero
perché oltre il sogno
non ricordavo il volto di colui che
mostra nel mio volto il dolore.
Vivrò traversate remote,
tra astrolabi inconsueti
e viaggi intercorsi per
scoprire la mia essenza di stelle
che solcano il firmamento.
Vivrò le rughe e i lineamenti
stanchi di chi ferma lo sguardo
e non riesce a capire
la metempsicosi del nulla!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Eolo
Commenti (3)
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carla composto1 ottobre 2017
vivere l’amore in nuovi giorni tra memorie antiche che s’intrecciano in questi versi tra mitologia e realtà versi importanti e belli propri del bravo autore sempre letto con gran piacere elogio sincero
Umberto De Vita1 ottobre 2017
L’intera poesia l’ho apprezzata molto, ma la chiusa è semplicemente eccellente. Complimenti.
Giacomo Scimonelli1 ottobre 2017
Una Poesia che deve essere letta silenziosamente più volte per gustarne tutto il contenuto... un sentire intenso che viene verseggiato con parole che dipingono sensazioni profonde ... scorrevole e ben scritta



