San Francesco
Anna Piccirillo ov
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Amo l’autunno.
Ha tutti i colori delle mie malinconie
e un sapore dolce e languido, come di nostalgia
di quei vissuti stillati nel crogiuolo dei ricordi
per conservarne solamente il bello.
Andata è la frenesia creativa
che scuote la natura in primavera
e l’ossessiva vanità della goduria estiva.
Adesso siedo all’ombra a ristorare la stanchezza
gettandomi alle spalle ogni fatica.
Più passan le stagioni e più mi manchi
eppur sei più che mai presente in questo giorno,
con quella tua paterna essenza di mosti e di tabacco,
Tu che, in semplicità e letizia,
portavi con orgoglio questo nome amato.
Lieve volteggia al vento la foglia non più verde,
danza nell’aria, si lascia cullare dalla brezza
finché si adagia sulla terra affranta
e come nuovo humus si trasfonde in essa.
La guardo e respiro pace.
Danza come il ricordo che mi blandisce il cuore
lo abbraccia e lo consola di tante amarezze,
della memoria è nutrimento, ne accresce l’esperienza,
mi dà il coraggio di avanzare nel cammino
con fresco slancio e rinnovato ardore.
©
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L'autore
Anna Piccirillo ov
"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei
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