Sciocca fragilità
Patrizia Ensoli
1223 poesie pubblicate
+ Segui

C’è qualcosa di vero e ci tocca
adesso che, non vediamo più niente.
Qualcosa di grande
come la pioggia perduta dal cielo
incastrata ad ogni betulla.
Febbre o follia, nei solchi profondi affondati dal tempo.
Non c’eravamo... eppure, (l’eco continua)
C’è, e potrebbe essere l’ultimo dolore di quel parto immaturo
o mio figlio invecchiato, tra i cardini dell’attimo dopo
punto estremo di una luna smembrata. Un centimetro appena.
Davanti ai cortili di polvere sconclusionati
di fianco alla foglia, al suo ramo. Nostra la terra.
Eppure, è grande il vagito; la sua fama, il mio ricordo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale9 ottobre 2017
"Febbre o follia, nei solchi profondi affondati dal tempo". Mi voglio soffermare su questo verso. Sono solchi profondi, rughe dell’anima che attraversano il cuore. Sono febbre o follia (o forse tutti e due). Chissà! Certo la terra è nostra, dobbiamo rispettarla ma l’uomo non ha ancora capito.
Luciano Capaldo10 ottobre 2017
Nella nostra fragilità persevera la distruzione. Febbre invece che conduce alla follia, sicuramente. Siamo sordi verso la natura e verso i nostri simili. Bellissima
Donatella Pezzino10 ottobre 2017
L’anima come il fiume... fragile e folle, e ad un tempo eterna e profondamente vera. Nell’immenso silenzio.
Franca Donà astrofelia10 ottobre 2017
c’è qualcosa di vero... ed è il miracolo delle parole, nel ricordo, nel racconto dei giorni, nell’amore. Stupenda poesia




