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Poesia 11 ottobre 2017 · lettura 1 min · 741 letture

Carnefice

Anna Rossi 667 poesie pubblicate
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Carnefice di me, distante da quella che sono, scissa... sopravvivo ad una vita che non mi piace m’accompagnano nella notte, latrati di cani rabbiosi che squarciano il buio silenzioso li odo... senza sentirli come non ascolto l’urlo dell’anima mia che piange senza pianto riarsi gli occhi vagano soffocando nella solitudine del cuore.
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Anna Rossi
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Commenti (4)

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e
emiliapoesie3911 ottobre 2017

profonda introspezione del proprio animo e del pensiero, la sua anima piange lacrime silenziose solo a lei concesso di sentirne il dolore la rabbia del cuore che non permette di entrare la luce... c’è consapevolezza e sofferenza...

Francesco Rossi11 ottobre 2017

Peccato, un vero peccato provare tanta sofferenza e poi scindersi, ma come è possibile questo aspetto per chi comunica amore, e ancora sopravvivere a una vita che non mi piace, quanta tristezza e quanto dolore trasmette la poesia, forse sarebbe meglio trovare il modo di esaltare in poetica gli aspetti degni di essere vissuti. Attenzione, spesso la poesia vuole trasmettere sensazioni che si ricavano da diverse situazioni e non è assolutamente detto che questo sia il vero stato d’animo dell’autrice, io me lo auguro con tutto il cuore e voi che leggete la poesia che ne dite?

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romeo cantoni11 ottobre 2017

...La Poetessa descrive la sofferenza di una solitudine forse accaduta all’improvviso senza giustificazione probabilmente dovuta all’indifferenza verso sentimenti di vero amore... l’eco degli urli giungono fino alle nostre orecchie... versi che rilasciano una pesante angoscia dalla quale vogliamo staccarci e che la solitudine del cuore certamente non allevia... non rimane che sopravvivere ad una vita che più non piace...

Giovanni6211 ottobre 2017

Uno stato di profondo dolore e disagio, tanto da non riuscire più a comprendersi e ad amarsi, l’accettazione del dolore diviene difficile, l’ascolto della propria anima pare soffocato da angosce e paure, terribile il senso del vuoto e della solitudine che si prova quando l’amore non bussa alla porta del cuore. Una poesia profondamente triste.