La mia Bara
Giorgio GrigioO Finiello
33 poesie pubblicate
+ Segui
La mia bara ha ottantotto tasti,
tirata a lucido in un pomeriggio di febbraio,
contornata di luce e plastica,
non si ribella quando nel buio scompaio.
Continua il suo canto in una stanza di sangue e di amianto.
Avvolgimi ancora una volta
e fondi per sempre le mie dita sui tuoi denti,
sollevami dal dolore con la tua malinconia,
litania d’amore ed odio, cerca, scava e salvami.
Portami con te lungo le corde d’acciaio,
ora sono le mie vene che prendono spessore.
La fine più atroce a chiunque ascolti la tua voce.
Illudimi e nascondimi tra le nubi spettrali,
concedimi infinito desiderio d’ispirazione,
inducimi nella follia di una falsa espiazione,
confondimi! Alzo il capo e rivolto i miei bulbi oculari.
Continua il suo canto in una stanza di sangue e di amianto.
Ora non posso più fermare il tempo una volta così caro ed innocuo.
Il bianco ed il nero in principio diversi e fedeli a se stessi
nell’ora folle si sono amati ed hanno concepito il grigio più vacuo
che scivola nella terra ed io insieme ad esso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giorgio GrigioO Finiello
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
