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Poesia 16 ottobre 2017 · lettura 2 min · 547 letture

La mia Bara

Giorgio GrigioO Finiello 33 poesie pubblicate
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La mia bara ha ottantotto tasti, tirata a lucido in un pomeriggio di febbraio, contornata di luce e plastica, non si ribella quando nel buio scompaio. Continua il suo canto in una stanza di sangue e di amianto. Avvolgimi ancora una volta e fondi per sempre le mie dita sui tuoi denti, sollevami dal dolore con la tua malinconia, litania d’amore ed odio, cerca, scava e salvami. Portami con te lungo le corde d’acciaio, ora sono le mie vene che prendono spessore. La fine più atroce a chiunque ascolti la tua voce. Illudimi e nascondimi tra le nubi spettrali, concedimi infinito desiderio d’ispirazione, inducimi nella follia di una falsa espiazione, confondimi! Alzo il capo e rivolto i miei bulbi oculari. Continua il suo canto in una stanza di sangue e di amianto. Ora non posso più fermare il tempo una volta così caro ed innocuo. Il bianco ed il nero in principio diversi e fedeli a se stessi nell’ora folle si sono amati ed hanno concepito il grigio più vacuo che scivola nella terra ed io insieme ad esso.
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L'autore
Giorgio GrigioO Finiello
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