E su tutto: l’erba
Corpi sono
che a volte non lo sono più.
Testimoni di nefandezze,
equilibrio precario d’esistenza
non più tale.
Bava che cola dalla bocca,
occhi semichiusi
in cui è rimasto un ricordo
un fiore rosso.
In fondo al sentiero
il candore dell’attesa.
L’alba non ha fretta
giunge
pallide maschere illuminando.
Presto l’erba coprirà tutto.
©
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