Alba di Ottobre
Massimiliano Zaino
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Vien così presto, all’alba, il primo freddo
che l’Autunno compone al mio miràr,
co’ il tremàr
di dense nebbie;
e mentr’io quasi cieco resto, e or che muto
va a tremolarmi il labbro, più che attonito
odo il cadèr di foglie
in tante doglie:
tintinnano frequente l’una all’altra,
e mormorando mi rabbrividiscono.
Oh Natura! Tu dormi,
soltanto la mia stirpe, ahi schiatta d’uomini!
vaga, e affronta le pene della Vita;
e di riposo e requie nulla sa.
L’ultimo mietitore è alla risàia;
poco prima io lo vidi a dàr di baja
a un crocicchio del borgo.
Pur sarò anch’io a sforzàr la terra a dare
sì tanto van ristoro a questo vìvere
che si träe a una tomba,
e poi s’affonda?...
Va il Destìn: tutto inghiotte,
più della Notte.
Nebbie, null’altro che brume selvagge!
Le scorgo sorgere, in campagna, e immani
si prendono alle mani,
e avvolgono l’orizzonte, per sempre,
lo inghiottono nel loro truce ventre;
come Anime di spighe mïetute
che invano si alzano al Ciel che ‘l respinge...
come Villi insepolte in terre vergini
che danzano alle rive dell’Agogna.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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