Fuori, l’incline luce rischiara
Patrizia Ensoli
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A poco a poco cade il giorno
un lembo dopo l’altro, trattenendo il fiato.
Verso il sole di sguardi la speranza
ora che, le pareti fredde contornano di brividi.
E’ l’usanza del tempo
nutrire per nutrirsi: grani stipati e divorati dentro.
C’è un silenzio fiabesco tutto intorno
- “ trattenendo il fiato “
mi assale la malinconia del bello: quasi un dolore.
Attimo d’attimo, a poco a poco
resto immobile, viaggiando tra le vele ammainate del mio cielo
distaccando dalla pena l’Universo.
Nell’alma imbiancata di boschi e di colline
morde, la gioia selvaggia di lasciarmi andare.
Profondo il respiro, giù giù ... giù, in basso più che posso, per volare.
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Commenti (2)
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Luciano Capaldo17 ottobre 2017
E’ questa materialità del tempo, che sembra staccarsi lembo a lembo, a caratterizzare questa stupenda lirica. Un arco che congiunge il sole e rischiara ed emerge un bello che si ha già paura di perdere e da qui... la malinconia, e la gioia selvaggia di lasciarsi andare. Belle metafore e bellissime immagini. Il mio elogio alla poetessa.
rita iacobone17 ottobre 2017
Non mi stancherò mai di ripetermi nell’elogio a questa Poetessa .In ogni sua poesia per attimi mi perdo e mi ritrovo con il cuore colmo d’emozione. Questa è un’altra splendida composizione .


