Il confine immutabile
Andrea Palermo
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Mi manca il freddo tra le dita,
il sublime preludio
che si scinde al tocco caldo
della tua pelle.
Quella luce d’ambra
che sfrontata s’insinua tra le nubi
increspate
nei solitari temporali
d’inverno.
Mi manca il vento, catturato
nei cardini di una finestra socchiusa,
che t’ama sfiorando i tuoi brividi
per poi lasciarli andare.
Quando la vita sa oscillare
tra le foglie dorate,
esuli del verde e va a raccogliere
la meritata stanchezza
del sole.
Mi manca l’argine delle nostre ombre
che riga su riga,
hanno timore di raggiungere
il confine immutabile dell’amore.
Ed ora anche se lontani
sappiamo che non siamo andati oltre,
come la pioggia che non sa valicare il vetro,
seppur t’accosti ad ascoltare
il suo rumore.
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L'autore
Andrea Palermo
Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi29 ottobre 2017
Si legge una velata malinconia... Si percepisce la mancanza di quelle emozioni che il sentirsi confortati, trascinati fuori dal buio, in qualche modo l’essere "salvati" provocava... quasi un timore di perdere quel senso di protezione, quel profumo di pioggia che rimane nell’aria passato il temporale e che un sole caldo fa svanire... un senso di vuoto amplificato dalla lontananza fisica, ma con la certezza che il pensiero ed il cuore non possono scordare i brividi ed il calore che l’amore sa donare.

