C’è quasi da piangere
C’è quasi da piangere,
la mente è un carcere,
sconfino lungo il margine
arrivo alle coste di Cartagine.
Sotto un’incudine,
ho incubi come concubine.
Fregati da un frutto
e dalle parole di un serpente
persone in lutto,
desiderio di una stella cadente
che non si scioglie alla luce solare,
raggiungeremo la luce
con un’astronave?
Pure il più piccolo sistema crolla,
per questo sul fiore non c’è
corolla.
Spariscono i coralli, ci tengono stretti
con i collari,
schiacciati come insetti
ma senza nemmeno il dono delle ali.
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Commenti (1)
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Giuseppina Di Noia3 novembre 2017
Ci sono ali che nessuno potrà mai legare o recidere, sono le ali del cuore, la mente è subdola per questo imprigiona, il cuore è libero siamo noi con la mente, attraversati da ricordi amari a tentare di imprigionarlo, ma lui palpita e vuole volare, conosce i cieli più alti e li vuole abbracciare. La paura non ci protegge, ci uccide.
