Senza titolo
Patrizia Ensoli
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Come potrei spiegare il tremito di mani
le lance infuocate sui glomeruli renali
Come potrei parlarti tra i denti che stridono l’asfalto
il costato irrigidito che fa a pugni con i centri nervosi del cervello.
La vendetta delle gambe tremolanti: curva dei pendii sui miei monti.
Dote mia colpita in pieno
centrata al segno malizioso di tutti i miei stendardi.
C’è gente ostile che divora l’aria intorno ai letti bianchi
polverine e pillole che ridono: orrende
sul capo chino il grembo urlante.
Una smorfia da un lato, nell’altro un sorriso
sudando ogni resistenza. La rabbia pura. Sopravvivenza.
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Commenti (2)
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Luciano Capaldo25 ottobre 2017
L’acutezza di un dolore parte dal cervello e rappresenta una protezione fisica per quanto dolorosa. La cronicità di un dolore rappresenta un avvilimento disico e mentale, difficile da spiegare ma ancor più da accettare. Neuroni e connessioni... siamo. Che bella.
Paola Galli15 dicembre 2017
si percepisce e condivide un dolore, in equilibrio tra la forza della resistenza e la rabbia della sofferenza. altamente poetica.


