Sonnettessa di novembre
giovanni bianchi
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Tornò Novembre e i Toni suoi di Messi
(già di Ronaldo proprietà sembravano)
ed io, con i miei nessi e con connessi,
truce gironzolavo come fava,
e il freddolino vi rendeva fessi,
non me, che listo lesto tosto, bava
gustosa poi spandevo nei recessi
di calda rimembranza che mi stava
rin- focolando (ad libitum vien meglio)
il cuore l’anima e tutte le rotelle
che spesso a vuoto girano, favelle
di un altro agire, indici veggenti:
di un meloncino che sta sempre sveglio
e baldo come Arci ti ri- senti.
Quali altri avvenimenti
potrebbero, in tal senso, render savi
i matti i supponenti e infin gli ignavi?
E ci diciamo bravi
se torna il turno di un tormento eterno
pronti però a rimpiangere l’inferno?
Si sappia che l’inverno
freddo riporterà e pioggia e neve.
(Il seguito, se ben starò...a breve)
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giovanni bianchi
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