Psicopatica
Vedo che ti scansi
mentre ti passo al fianco
so perché lo fai
a tratti lo capisco
ti fa paura quel mio querulo parlare
e non comprendi il tremito che vile
mi scuote il capo
mentre litigo con le zanzare
tu pensi che non veda che mi osservi con un
misto
di pietà e timore
e che mi parli come se ti dovessi difendere
dal mio cieco ed ottuso dolore
in psichiatria, con me, ci stanno
un mare di persone che il successo
ha scartate
il fatto d'eroina, la facile, l'acolizzato
i matti come me che sognano ancora
di scegliere il gusto del gelato
e non la nuova tipo, il ciondolo cromato
lo sai che se ti guardo
io
invece spero
che tu possa per un istante solo
vedere nel mio visetto smunto
e allucinato
la sete d'amore gentile
che nasce dentro al cuore
quando, neonato,
un uomo grida al mondo
il suo primo vagito.
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Commenti (2)
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Fippo215 novembre 2007
Un tema scottante condotto con maestria e rime scorrevoli... un finale che fa riflettere, sulla nostra indifferenza sociale... purtroppo
M
Michele Serri15 novembre 2007
Un tema difficile affrontato con energia e cosciente sentimento che fa intuire-capire quanto spesso la diversità patologica non sia altro che un modo diverso, più umano, di porsi rispetto all'arida realtà, un non accettare le ”regole del gioco”..parole che portano ad interrogarsi su chi siano veramente i ”pazzi” in questa società... almeno io l'ho intesa così...
