648 lettori online · 354.124 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Spirituali
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Triste
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Spirituali 15 novembre 2007 · lettura 1 min · 1390 letture

Sonetto II Luca 18. 9 L'umiltà premiata

Triste 260 poesie pubblicate
+ Segui
Al tempio salirono a pregare un fariseo ed un pubblicano. Il primo, pien di sè nel meditare, si confrontava all'altro e con la mano puntava il dito per l'ingiusto fare. "Di lui son ben diverso, grazie Dio" seguiva egli fiero a recitare. Distante se ne stava l'altro pio. Lo sguardo basso e la mano al petto. Afflitto, non faceva che implorare "Perdono Dio, so ben quanto ho peccato e non son degno che mi stia a ascoltare" Ma Gesù dice: colui che si è umiliato Dio Padre, è certo, lo saprà esaltare.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Ho provato a scrivere sotto forma di un sonetto un celebre brano del Vangelo. Non so se l'esperimento sia riuscito o meno ma lo considero un ottimo esercizio alla lettura e alla comprensione di un brano che trovo più che mai contemporaneo...24 luglio 2016
L'autore
Triste

Talvolta scrivo. Per dipanare pensieri, per ricordare, per dimenticare, per vivere...ancora.

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Ursaia15 novembre 2007

Rivisitazione in poesia, breve ed elegante, di una parabola tra le più belle. Originale il tema, e la trattazione

S
Stefano Toschi15 novembre 2007

Voglio fare una considerazione più generale su questo tipo di esercizio poetico. L'adozione di due forme tradizionali, quella poetica del sonetto e quella religiosa dei Vangeli (qui in una bella parabola di Gesù sull'umiltà e sulla giustificazione divina come dono) , credo vadano lette non nel senso dell'imitazione dell'antico, ma in quello di una loro attualizzazione quali modalità espressive del proprio sentire, in un tentativo di superamento della crisi di identità dei nostri tempi, basato, quasi in contrasto con il relativismo di cui tale crisi è intrisa, sulle solide fondamenta di una concezione dell'uomo e dell'arte armonica, archetipica, e per questo capace di essere valida in ogni tempo.