Il poeta di Ragusa Ibla
carla vercelli
806 poesie pubblicate
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Appoggiata la tristezza alla balaustra
mirava estasiato lo svettare dei palazzi baronali,
il cesello delle case modeste,
l’arzigogolare delle chiese tardo barocche.
La cupola di San Giorgio era rapita dal sole.
-Di quale bellezza ho scritto nei miei testi
se non di questa? Di quale riscatto
accennava il mio trisavolo
al Circolo dei Cavalieri
se non di quello dall’ignoranza?-
Si tolse il fedora, il sole era cocente,
s’asciugò il sudore. -Queste terre
m’hanno visto bambino cadere e rialzarmi,
alzarmi e cadere sul tufo rovente
e correre fra i muri a secco
a guardia del carrubo e dell’olivo
-Ma adesso è ora d’andare. -Vestito di bianco
si rimise il cappello a fatica.
Un germoglio di gelsomino spuntava dal calcare
tenero e morbido come gli occhi di una lei
che non riusciva a scordare.
Ma ora era stanco.
-Di quale bellezza- riprese impettito
se non di questo mio arrivo
da dove sono partito?-
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (2)
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Giovanni Ghione4 novembre 2017
Il viaggio di un poeta in una intensa descrizione di Ragusa Ibla dove si trova un meraviglioso patrimonio in stile barocco! Complimenti!
Eolo4 novembre 2017
Testo molto descrittivo di grande impatto visivo, a narrare memorie e movimenti antichi in un tempo sospeso che rivive. Il mio elogio


