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Uomini 4 novembre 2017 · lettura 1 min · 1174 letture

Il poeta di Ragusa Ibla

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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Appoggiata la tristezza alla balaustra mirava estasiato lo svettare dei palazzi baronali, il cesello delle case modeste, l’arzigogolare delle chiese tardo barocche. La cupola di San Giorgio era rapita dal sole. -Di quale bellezza ho scritto nei miei testi se non di questa? Di quale riscatto accennava il mio trisavolo al Circolo dei Cavalieri se non di quello dall’ignoranza?- Si tolse il fedora, il sole era cocente, s’asciugò il sudore. -Queste terre m’hanno visto bambino cadere e rialzarmi, alzarmi e cadere sul tufo rovente e correre fra i muri a secco a guardia del carrubo e dell’olivo -Ma adesso è ora d’andare. -Vestito di bianco si rimise il cappello a fatica. Un germoglio di gelsomino spuntava dal calcare tenero e morbido come gli occhi di una lei che non riusciva a scordare. Ma ora era stanco. -Di quale bellezza- riprese impettito se non di questo mio arrivo da dove sono partito?-
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (2)

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Giovanni Ghione4 novembre 2017

Il viaggio di un poeta in una intensa descrizione di Ragusa Ibla dove si trova un meraviglioso patrimonio in stile barocco! Complimenti!

Eolo4 novembre 2017

Testo molto descrittivo di grande impatto visivo, a narrare memorie e movimenti antichi in un tempo sospeso che rivive. Il mio elogio