Le ultime parole
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Non restano che quelle, le ultime parole ferme
per istanti eterni e di cui odi i rintocchi
nel silenzio di notte o l’eco ritorna immutabile
mentre siedi ad una mensa - la stessa - ora vuota
Le parole che girano in un vortice d’aria
e di emozioni ed hanno l’alito freddo
della brezza la sera sulla nuca svestita
ed hanno l’odore forte dell’incenso bruciato
È memoria lontana il tocco soffice... come di neve
E l’attutire gli spasmi della carne immersi
l’un dentro l’altro per placare le bocche ...
Più non senti non vedi non parli
non odi che stridenti rumori
ed il taglio affilato dei richiami
della mente alla stoltezza del cuore
Ma rimani ancorato a quel cielo
che di notte accendeva scintille ...
dove spesso eri naufrago
talvolta ambivi al letargo
Il pensiero ora è un vecchio ricurvo
che avanza a fatica sotto il peso degli anni
E le parole più belle son bolle nell’aria
che fanno fragore e poi vanno a morire
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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