Occhi e denti

Le gocce di pioggia
suonano melodie soporifere,
partorendo sinistre note
dagli scheletri di tetri alberi,
infiltrandosi insidiose
tra corteccia e vermi;
Ed io immagino di guardare
nel groviglio di serpenti
dalle splendide livree
dei tuoi occhi,
che mordono feroci
e mi sento mancare.
Iniettano il loro gelido veleno
perforando la pelle,
entrando nelle vene,
fino a raggiungere il cuore
e rallentare il battito.
Ed è languido il mio sguardo
che si posa sui tuoi denti,
in eterni attimi di estasi
e poi sui tuoi occhi,
in un limbo di fuoco e di lacrime
prima di morire
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Stefano Drakul Canepa7 novembre 2017
Adoro queste tetre atmosfere, e tu a quanto pare le sai dipingere con maestria. B r a v i s s i mo
