Io, la candela, e la notte
valentinatortora
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il fumo della sera,
una piccola candela.
Un bicchiere,
una foto,
fogli sparsi.
E fu così...
Fu così che,
sillabando i versi
della vita, io
attraversai
l’orto
del Getsemani.
Vidi
donne senza
i loro figli,
disperate, vidi
pianto e stridore
di grida.
Ascoltai
il suono
che musica della Poesia fa,
nel cuore, quand’esso
canta.
Il canto
fu la mia vela,
a veleggiare
nel mare della malattia.
Vidi
un calice,
versare tre
gocce
di sangue .
Seppi che quella era
la mia vita.
Dissi al Vento
che avrei
conservato, per sempre,
il canto
di una sera...
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L'autore
valentinatortora
Sono nata, bambina spensierata, in Friuli, terra che amo e conosco, 55 anni fa. Sopratutto, conosco il suo mare, dove trascorro, fin da bambina, le estati. Vivo in Veneto, a Treviso. Ho due figlie, 4 gatti, una cagnolina trovatella. Insomma, amo moltissimo la natura. Sono laureata in Inglese e Tedesco, (laurea allo IU.
Commenti (2)
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romeo cantoni10 novembre 2017
...Versi che donano emozioni e che sublimano la parte bella della vita anche se non è la più rilevante...
Francesco Rossi13 novembre 2017
Sillabando parole di grande impatto la poetica si fa viva e entra nell’universo percettivo del lettore.

