Vendetta
Giorgia Spurio
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I sonagli alle gambe,
caviglie esili del mare,
azzurra pelle e occhi blu
come il cielo che piange carbone,
come il sole che si scopre
di pelle come il giaguaro
e corre, e rincorre, padre
dei figli dormienti,
in gigli, sigilli, millenni
di sonno e incantesimi,
e la donna muta
come l’arpa senza mani
come l’acqua senza le braccia
come la madre piange e ride
e corre, e rincorre, il padre
e i figli dormienti,
in sigilli a forma di gigli.
Si strappa il telo, un oceano,
squali e rampolli di silenzi,
si strappa la luna – livido sguardo
nello squarcio lunare -
e la pioggia l’abbraccia e la bacia,
perché il mondo le guarda
come l’esiliate del secolo scorso,
pupilla rossa nella dilatata castigazione,
- bambola, porcellana, ceramica,
morso, denti, fiumi, terra,
e gli screzi scricchiolano in fratumi –
il suolo chiude ed apre la sua porta
al paradiso delle lumache,
dove i lombrichi si vendicano del tempo,
la vendetta delle larve alle figlie della morte,
e si chiude sul regno che tace, il mare.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Francesco Rossi12 novembre 2017
Poetica lineare di grande effetto, dice assai dene la Ensoli, Incalzante.

