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Poesia 9 novembre 2017 · lettura 1 min · 808 letture

Nero controcanto

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Sabyr 288 poesie pubblicate
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La morte sgrana i suoi occhi di corvo, nasconde le sue dita lunghe, rapaci - trattiene la notte nelle unghie - sogghigna leccandosi le labbra dure, assapora il momento del suo pasto - ghermisce anche l’ultimo sogno - non si cura se esso nasca da un cuore bambino o se sia l’estremo appiglio d’un disperato - lei imperterrita si fregia del suo nome oscuro - recita muta la sua formula di potere soggioga re e servi allo stesso modo - per compiere le sue lecite stragi -.
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L'autore
Sabyr

Amo la poesia e l'arte...tutto ciò che esprime emozione...Mia nonna era poetessa e credo di avere ereditato da lei questa passione...Amo il mistero e tutto ciò che non è banale e scontato. Non amo parlare di me. Spero lo facciano le mie poesie...lì metto tutto quel che sono, la mia forza, la mia fragilità, i sogni, gli

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Commenti (3)

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Francesco Rossi9 novembre 2017

A parte che io non ritengo lecite le stragi che miete la morte, mi piace come la poetessa prende in mano la situazione quasi a esorcizzare la morte. UN GRANDE SOGGHIGNO DI VITA IN RISPOSTA A QUEL SOGGHIGNO CHE ASSAPPORA IL MOMENTO DEL SUO PASTO E QUINDI NUTRIAMOCI IN ABBONDANZA PERCHE QUESTA BRUTTA BESTIA POSSA FARE UNA BRUTTA INDIGESTIONE NEL NUTRIRSI DELLA NOSTRA CARNE MA NON DELLA NOSTRA ANIMA.

Eolo9 novembre 2017

Testo molto lucido, amaro sulla considerazione sulla morte, Forse la dovremmo considerare un po più umana, in quanto è una entità che ineluttabile regola il destino dell’uomo. La morte è fine a se stessa, non si pone dubbi o riflessioni, queste ultime fatte da noi umani che ci lasciamo andare al momento di dolore per la perdita della vita. Il mio elogio

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romeo cantoni10 novembre 2017

...Sabyr, Sabyr, tu che ghermisci l’ultimo dei sogni cancella il suo nome oscuro... forse la notte si libererà da quelle unghie e arriverà così l’Alba e la Morte fuggirà con i suoi occhi di corvo... e non sogghignerà più...