Tu tacevi

Dormivo sul tuo seno
nelle lunghe notti di vento,
e dalla finestra un suono
di battelli, che rientravano nel porto
ogni tanto, al tonfo sordo d’acqua
trasaliva, nel pallore
un bimbo spaventato
e sentivo, nel vento tardo d’estate
ancora odore notturno di gelsomino
vicino alle tue cosce, era la mia mano
cercava un rifugio, un silenzio
e tu tacevi, come la luna, oltre le stelle
come le colline, assetate di pioggia
tu tacevi, acqua antica, lacrime di cuore
si sparsero in quella notte,
si tacquero nel vento,
nel tuo profondo mare.
O mia anima, anima mia
perdonami
se non riesco,
ad essere
chi tu sei.
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Commenti (4)
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Antonella Garzonio12 novembre 2017
Spesso abbiamo timore nel mostrare le nostre debolezze, crediamo che gli altri smettano di amarci conoscendo sino in fondo le nostre paure. Rifugiarsi nell’altro è simbolo di grande amore, senza riserve, senza paura di essere rifiutati. il mio elogio.
D
D’Urso Marino12 novembre 2017
lirica bella e tenera dove penso che l’autore riconosca i propri limiti nel rendere il suo amore ad una donna che forse merita di più...
Stefana Pieretti12 novembre 2017
mi piace quando scrivi l’amore, dolce, delicato, come questi versi ricchi di tutto .Un piacere leggere poesie così belle! Complimenti poeta!
Francesco Rossi12 novembre 2017
Un verseggiare di delicato sentore cullato dalle onde del mare che smuovono questo nobile sentimento che l’autore poeta. L’amore.


