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Natura 12 novembre 2017 · lettura 1 min · 1268 letture

Glauca la sera di novembre

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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Glauca la sera di novembre sui campi in deliquio sospeso un trambusto calmo di verde. Ho visto l’alone grigio dei venti sfiorare le sommità delle cime. Ma io ero uno spicchio di luce sui fiori purpurei dell’orizzonte un ramo derviscio che traballava d’incerto filo d’erba involucro di rugiada e sentimento. Ed ero ancora entusiasta prima del morire del giorno.
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (4)

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Stefano Drakul Canepa12 novembre 2017

Mi piacciono molto il sapore d’autunno, il tono sussurrato, la trama decadente di queste parole. B r a v i s s i ma

Umberto De Vita12 novembre 2017

Magnifico l’incipit di questa bella poesia che in una serata novembrina s’accende un trambusto calmo di verde come afferma la brava poetessa. Poi un solitario ramo traballa prima della fine del giorno. Ho letto una delle tue più belle poesie che la mia memoria mi suggerisce. Non ci crederai, ma l’ho letta tre volte, Mi ha veramente colpito. bellissima e mi complimento.

Giovanni Ghione12 novembre 2017

"un ramo derviscio che traballava d’incerto" che ottima sensazione di sospensione metafora di novembre e della vita ci dona questa lirica ermetica perché anche un filo d’erba saluta con entusiasmo la vita! Elogio!

Eolo12 novembre 2017

Testo di memoria, di sensazioni impalpabili che si diffondono nel cuore e nella anima. Il mio elogio