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Introspezione 13 novembre 2017 · lettura 1 min · 1437 letture

Devota

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Io che resto qui, distesa sotto questo cielo che brulica di stelle. Senza segni di fatica o visioni strane solo l’aria scura, verde, delle colline. Gli occhi di luna, brillano lontano: sulle gote fresche quasi per dispetto pizzica un cespuglio di rose chiare. Qui, ancora e mi domando cosa mai vuol dire tutto questo spazio a cosa serve se non lo posso ringraziare. Resto sempre qui, sulla fibbia stretta del mio sapere. Distesa, nivea: come una sposa bianca sull’altare convinta più che mai dell’infinito.
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Commenti (4)

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Berta Biagini13 novembre 2017

E’ un po’ di tempo che le poesie dell’autrice fanno stare male nel leggere – introspezioni che toccano e che vorremmo poter leggere diversamente.

Enrico Baiocchi13 novembre 2017

Forse sbaglio, ma in questa lirica leggo un ossequioso omaggio alla meravigliosa supremazia della natura e dello spazio, in quella domanda, l’autrice racchiude, credo, il concetto stesso di universalità, natura e spazio non si aspettano alcun ringraziamento, ma solo umile rispetto, condivisione e partecipazione, essendo niente altro che un devoto microscopico granello che si integra nell’infinito universo. Così mi è piaciuto interpretarla ed apprezzarla.

s
santo aiello13 novembre 2017

Una poesia ricca di interiorità, in questa consapevolezza che regala il tempo e la ricerca interiore d’infinito. Porsi domande che spesso non trovano risposta, come il guardare il cielo e meravigliarsi di tante stelle. Ogni esistenza porta con se una risposta, un nuovo orizzonte, un nuovo mare da attraversare. Meraviglioso poetare, dal linguaggio semplice, efficace, ricco di una sua propria bellezza...

Giovanni Ghione13 novembre 2017

"convinta più che mai dell’infinito" e questa convinzione vuol dire essere "devota" alla natura ma soprattutto all’infinito da cui proveniamo e in cui viaggiatori viaggianti ce ne andremo! Plauso!