Potremmo inventare la felicità
Patrizia Ensoli
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L’accelerazione dei pensieri
sull’intervallo dei miei piedi ponderanti
i dubbi, i nient’altro da indagare
discorsi brevi su questa gara amara. (Vita)
C’è tanto mondo terra verde e mare
ma siamo stretti, ottusi individualisti
vicini al niente con tanto possedere.
Mi accelero e decelero di rabbia
se penso al cielo, più in là del pavimento:
il grande spazio.
E dire che niente manca per bearsi d’infinito
ma siamo stretti; così si addice agli uomini piccini
abbastanza per le differenze e per la fame
saziata al sole e al grano con sangue umano.
Non so, se in alto o in basso siamo l’ingiuria degli dèi
a volte belli e sani, eh sì che potremmo inventare la felicità:
interromperla invece, questo è il fatto strano.
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Commenti (2)
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Berta Biagini15 novembre 2017
Il fatto è che purtroppo ce ne accorgiamo sempre troppo tardi, quando il tutto diventa irrimediabile – la felicità è intorno a noi, basterebbe saperla condividere per raggiungere il massimo ed invece pensiamo solo al nostro orticello.
Antonio Guarracino18 novembre 2017
Il problema è che molti non comprendono il vero senso della vita, delle cose semplici e belle da cui siamo circondati, la differenza tra il dare e l’avere dove l’avere è la base di un egoismo che restringe i confini dei veri valori della vita. La felicità è a portata di mano ma nessuno sa coglierla integralmente non considerando la precarietà della stessa vita. Solo i poeti possono soffermarsi e riflettere su tali temi come ha fatto la brava poetessa Patrizia Ensoli.


