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Impressioni 16 novembre 2017 · lettura 1 min · 883 letture

Il grande cacciatore

Ela Gentile 1447 poesie pubblicate
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Come fa un gatto allunghi la zampa e giochi col topino appena catturato. Dopo un poco ti scocci pensi ad altro o fai finta di averlo dimenticato, ma poi ritorni e ricominci a stuzzicarlo, mentre lui ha paura, non si muove ma vorrebbe scappare. Lo mantieni con la zampa, ma guardi altrove, ogni tanto ti giri e lo sbatti, allora il topino si fa furbo, fa finta di essere morto o ferito, ...appena scosti la zampa e guardi altrove, via... scappa lesto e sei fregato.
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Questa non è una poesia, ma quasi uno scherzo come metafora per un tipo di cacciatore di donne che agisce proprio come fa il gatto col topino appena catturato o conquistato…non c’è alcun riferimento in particolare, ma in generale esistono alcuni tipi che agiscono in tal modo…

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Ela Gentile
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Commenti (2)

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Luciano Capaldo17 novembre 2017

E come non condividere questa bella metafora. Un atteggiamento di prepotenza, di sfruttamento quasi che nasce dalla capacità di irretire. Notevole l’immagine della zampetta che tiene fermo il topolino mentre lo sguardo osserva intorno, altre prede. Una realtà ancora esistente e che offende e che io detesto.

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fabio nanni17 novembre 2017

Ma chi lo sa cos’è poesia e cosa non lo è? Qual è il confine tra poesia e prosa? Onestamente, io non lo so! Mi è capitato di osservare i gatti e devo dire che il loro comportamento, molto spesso, è quello che ha colpito te! Sono cacciatori e basta! Anche se li abbiamo addomesticati non hanno pietà di nessuno. Quando poi capita di rilevare che ci sono uomini che si comportano allo stesso modo, sentiamo tristezza e ci chiediamo "perché?" Tutto questo non sarebbe poesia? Per me, al di là della forma che comunque mi sembra validissima, lo è e come!