Pupazzi abbandonati

Luna pallida,
immobili le stelle,
fredde stanze,
buie e intrise
da ricordi di pupazzi,
dalle loro lacrime.
La solitudine sevizia piano,
lentamente,
assaporando ogni istante,
come gustoso liquore,
lingue inesistenti
si leccano le labbra...
Guarda la lana sparsa sul pavimento,
se hai ancora gli occhi,
se non sono diventati
bottoni strappati, tra la polvere
guarda gli orsacchiotti
gettati nei pozzi umidi
e le bambole addormentate
sotto la neve delle querce
d’inverno,
si muovono i loro capelli
nel vento,
mentre il faro grida sul molo...
Galleggeranno le loro teste nel mare,
dolcemente cullate da onde di pece,
tra silenziosi pianti di bambini
che sono già diventati grandi
©
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