Notte della Steppa
Massimiliano Zaino
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Ma sarà eterno l’imperante scoppio
del tuo silenzio, oh steppa?
Oh illimitata terra!
I muschi or si scintillano al crepuscolo
come l’argento di guerra che il trotto
dei Tartari ha portato.
Ma lo detesto...
lo disprezzo. Lo sai che mi offre l’ora
del sangue in fiele de’ i Sogni melliflui?
L’ora del Fato!
Frattanto un gregge di cure e di angosce
d’accanto mi precorre un’atra via,
e i postiglioni
delle mie lunghe attese
tardano nell’inconcepita neve;
e grida l’eco di quella tormenta
che v’è, ma che non vedo,
di cui sento soltanto le sventure,
e di te, o mia steppa.
E di te, allora, dimmi
quando gli occhi miei vedranno la Luna
risplendere propizia per la quiete,
e alluminare la vastità tua
che si ripete
per le orme dei polovesi singhiozzi...
quando potrò chiederle una coperta
pe’ il raffreddato sonno,
o farmi ebbro dell’acquavite immane
del cuor suo blando...
Noia perenne! E taci!...
Così anche tu mi abbandoni, o mia steppa,
che nel tuo vento mi riporti gli incubi,
e mi dai in pasto all’inquieto profano
della tua solitudine malvagia,
e non mi culli
i miei desii,
e non mi canti
le tue canzoni,
o mia improvvisatrice della Sorte,
eterno Oscuro aborrito e fatàl.
E chi mi darà una calda coperta
di lana per la Notte e per l’inverno?
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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