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Uomini 21 novembre 2017 · lettura 1 min · 996 letture

La solitudine

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Essa, scelta o sofferenza condanna o conquista! In quel viale scivoloso di autunnali foglie, tigli e acacie offrono la loro ombra accomodata sull’unica panchina già brillante delle gocce gelide. Alito però la mia libertà che s’alza al cielo e si confonde con una nebbia ostile, avvolgente e che ti piega in due. Inebriante è quel senso di solitudine -la mia scelta- Lo stesso viale, però, l’abbandono che umilia chi nella vita troppo si è fidato di chi solo lo ha fatto sentire. - La condanna-
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***Non dovremmo mai rinunciare a rimanere soli, astemi di solitudine sparpagliamo ovunque le nostre idee e i nostri pensieri, una confusione che non ci porta a meditare a comunicare quindi.***

L'autore
Luciano Capaldo
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Commenti (9)

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Donato Leo21 novembre 2017

Perché mai rimanere soli? La solitudine occorre combatterla, inserirsi nel tessuto sociale, altrimenti la depressione è in agguato. Alcune persone si isolano dal mondo, per evitare continue umiliazioni. Il poeta ha trattato una tematica molto toccante che cattura il lettore.

carla composto21 novembre 2017

gran brutta cosa la solitudine che ci porta a star soli con tutte le conseguenze del caso... questa bella lirica porta a riflettere e meditare

Sara Acireale21 novembre 2017

La solitudine è una scomoda compagna, però si può essere soli anche fra tanta gente quando si ha la netta sensazione di essere incompresi. Certamente non bisogna barattare la libertà per non rimanere da soli. Che fare? Questo è il dilemma ma penso che si può essere fedeli alle proprie idee anche in mezzo alla massa. Bisogna capire, però, che anche gli altri hanno diritto alle loro idee ed esprimerle liberamente. Insomma, la solitudine può essere "una scelta" oppure "una condanna". Punti di vista.

Marinella Fois21 novembre 2017

c’è solitudine e solitudine... io personalmente quando mi perdo... per mia scelta ... amo stare in solitudine... mah, se associo nostalgia, malinconia, allora no, non l’amo ... grazie per questi versi, poeta!

Giacomo Scimonelli21 novembre 2017

Condividere le proprie idee ed i pensieri è la cosa più bella che esiste( quando però il rispetto è alla base di ogni comunicazione)...rimanere soli può aiutare la persona a ricaricarsi... ma a lungo andare la troppa solitudine è negativa e si deve uscire dal buio che si viene a creare dentro l’anima e dentro il cuore... la solitudine è quasi sempre una scelta e quando non lo è i motivi sono altri... purtroppo... la vita in alcuni casi riesce ad emarginare sempre il più debole e sensibile... ma quando la scelta è personale si deve capire che si vive una volta sola... Poesia che porta il lettore a riflettere...

Anna Di Principe21 novembre 2017

La solitudine è proficua e non è da considerare una condanna quando è una scelta o uno stile di vita, in cui ci si ritagliano momenti da dedicare a se stessi o /e agli altri per rapporti interpersonali. Di certo chi sa stare da solo ha avuto la possibilità ed il coraggio di fortificare la propria interiorità ed affrontare così l’amica solitudine. Il sensibile Autore ci dona sempre temi su cui si può riflettere ...encomio per la forma e lo stile poetico molto contemporaneo.

Alberto De Matteis21 novembre 2017

Ogni tanto nella vita bisognerebbe scegliere di star soli per poter scandagliare il proprio intimo.,la propria coscienza e farsi delle domande. Questa sì, poiché si tratta di una solitudine proficua ed efficace non solo per se stessi, ma anche per saggiare il nostro comportamento verso gli altri e verso il mondo esterno in generale.

zani carlo22 novembre 2017

Giusta riflessione anche perché non si è mai veramente soli... in una società che fa delle relazioni il fondamento della propria esistenza...è una condizione che può essere anche tremenda comunque... dipende come viene vissuta.

Josiane Addis27 novembre 2017

Ecco la tonaca della solitudine scandita in questi versi e raffigurata come una dolce compagnia o un tetra condanna... bel componimento!