Vagito
Accarezzerò il tuo viso
come se fosse una rosa,
bacerò quelle labbra
come se fosse miele
su di un alveare
senza aver paura
d’esser dalle tue labbra
divorato.
Oh vagito
che del mio ululato l’eco trasporti
e che tra i monti s’insinua
da cui rapidi scendono brividi
lì
dove il profumo del corpo tuo
è delizia per il mio...
respiro ruvido dove il dente
morde quel dove il buio
rosa nasconde.
©
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