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Sociale 23 novembre 2017 · lettura 1 min · 878 letture

23 Novembre 1980

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Spente le parole, fisse negli occhi invece le immagini di distruzione e paura! Tremò la terra e con essa le mie ossa e nell’angoscia scoprii che c’è qualcosa di più grande di noi che uccide quello intorno a noi. Quella bestia enorme ed affamata che, chilometri e chilometri sotto di noi dorme, riesce a togliere il forte senso di solidità col quale noi tutti siam cresciuti eppur diventa sfoglia sottile... sottile. Malgrado ciò ricordo dell’80 quel giorno successivo, quando bimbi inconsapevoli giocavano fra le tende dando alla vita quel senso duttile e proprio di ciò o di chi la vita vuol solamente vivere! Oggi, trentasette.
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***Il 23 novembre del 1980 la mia città, Potenza, entrò a far parte delle statistiche riferite ai terremoti. Quello dell’Irpinia con circa 3000 morti ecc. ecc…Dopo trentasette anni ancora i segni e le sofferenze di tanti. Un abbraccio quindi a tutti i terremotati del nostro paese e del mondo intero.***

L'autore
Luciano Capaldo
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Commenti (7)

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carla composto23 novembre 2017

una sofferenza grande che il poeta ci esprime per l’accaduto dolore angoscia paura molto bellli questiversi tanto sofferti elogio

Anna Di Principe23 novembre 2017

Una data da non dimenticare per le lacerazioni e ferite, che ha procurato il terremoto a Potenza nell’80. Versi densi di emozioni per il ricordo di quel giorno vissuto con l’estrema paura di non rimanere in vita tra le macerie di case .Pensieri e flashback che sono impressi nella mente e nel cuore e il terrore che solo un terremoto può generare... complimenti al bravo Poeta per aver versificato un giorno particolare con uno stato d’animo ancora intriso di emotività...Opera da conservare!

Sara Acireale23 novembre 2017

Ricordi ancora vivi nella memoria, nonostante sia trascorso molto tempo. Superare il trauma di un sisma non è facile, penso che ci vuole molto tempo. L’autore ha vissuto sulla propria pelle gli effetti devastanti del sisma e il ricordo è ancora tatuato nel suo cuore.

zani carlo24 novembre 2017

Una triste vicenda... che resta come indelebile ferita nel cuore di chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma e la devastazione di una parte del nostro paese... il poeta vuole non dimenticare un avvenimento che ha segnato per sempre la sua vita.

Giacomo Scimonelli24 novembre 2017

Vivere l’incubo di un terremoto in prima persona è sicuramente un momento terribile e impossibile da dimenticare ... la forza per ritornare a vivere è innata nell’essere umano e nonostante lo sgomento iniziale si riesce a rialzare la testa per ricostruire e per riprendere la propria vita in mano... bella l’immagine dei bambini che fin dal giorno dopo tornano a giocare ... esempio di chi la vita la vuole vivere nonostante tutto... nonostante la tragedia... versi efficaci che coinvolgono

Donato Leo26 novembre 2017

Devastazione che causò morti ed atrocità. Nonostante tanti eventi tellurici in varie zone della nostra penisola, nulla o poco si è fatto per mettere in sicurezza le strutture fatiscenti.

Antonio Biancolillo30 novembre 2017

L’unica volta che l’abbiamo vissuto anche noi quel tremore così forte da far paura... Momenti di panico che ti portano a capire qualcosa di chi è dentro una scossa anormale e mortale... Molto apprezzata.