Una stanza d’albergo

Avvolti di solitudini, i campanili
come un vuoto d’aria mancano
le rondini nei loro nidi
occhi di silenzio sotto le grondaie
dove la pioggia scorre, ignara
sopra i tetti si sfiorano le nuvole
che sembrano grandi navi
senza un porto dove andare
resto immobile, sotto il cielo
chiuso nel mio silenzio a ore
come una stanza di albergo
dove si entra e si esce,
senza lasciarci nulla
senza mai partire
senza, mai restare.
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©
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