Il soffitto di vetro
Giovanni Monopoli
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Soffi di vento a due passi dal cielo,
una invisibile barriera che avvolge l’animo
un orizzonte a scrutare lontano, laggiù
tra i volteggi di smarriti gabbiani
sul mare ondeggia una lontana vela
e il suo allontanare sempre più.
Un sogno nell’arcobaleno della vita
un soffitto di vetro oscurato alla vista
un arido giardino nella steppa dei cuori
una scala da demolire nel cammino.
Scalare il gradino,
scala irta e impervia, una mestizia
all’ombra di tutto, scegliere il volo
nella incertezza del destino
per aprire quel cancello all’amore
lasciando fuori il nemico, acerrimo dolo.
Invalicabili mura, tinte di ingiustizia
colonne di fumo ad ottenebrare lo sguardo
son lì all’osservo inconscio d’ognuno,
ma quel soffio di vento carezza ancora
e sfonda quel soffitto di vetro della viltà
relegato a mero fato,
per quell’aria in respiro
per quel profumo di libertà.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Sara Acireale25 novembre 2017
Invalicabili sono le mura tinte d’ingiustizia. Purtroppo, ancora oggi, la violenza è il pane quotidiano per molte donne nel mondo. Mi sembra che molti uomini stanno prendendo coscienza di questo orrore e si schierano dalla parte delle vittime. Se tutti, uomini e donne, lottiamo contro la violenza e il femminicidio, forse un passo avanti si può fare.

