Lune appese
Maria Grazia Vai
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Dicembre sulle porte
E la pioggia è già sul muro
Ritorni così
e di malinconia
nel tumulto della neve
sembri scomparire
Madre dolcissima
e notturna
ritorni a bagnare di te
solo le pietre
Ritorni ad abitare
gli alberi
ma non le stanze
perché gli occhi del mare
non si schiudano solo per salutarti
Quello sguardo
tra le nasse e i girasoli
che ti piange
in libertà di cielo
Così, come fossi una nuvola
e potessi vederti crescere
dentro il volo
degli uccelli
Tu, che ho imparato ad ascoltare
tra distese d’acqua
e Amore
così, come fosse primavera
sulle travi
e le parole -appese
C’è tanto di te, ogni sera
che s’impiglia alle radici
mentre fuori
tra la fine e l’inizio del viale
dicembre -piove
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Maria Grazia Vai
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