Abbecedario
Eravamo affacciati sulla stessa balaustra
stessa ringhiera, tinta di rosso dai sogni.
Avevamo la stessa andatura del vuoto.
Stessa alterigia del niente.
Le mani in tasca imbiancate di nuvole.
Gli occhi velati in misteri non detti.
Leggevamo lo stesso sillabario d’amore.
C’inerpicavamo sulla stessa scala di desideri
non negli stessi scalini.
Quasi in cima tu
al secondo piolo io.
E poi al penultimo scalino io
al terzo tu.
Mai ci raggiungemmo veramente.
Il tempo ha tarlato la scala
L’abbecedario del cuore l’ha scomposto il vento.
Solo nella mia mente sono rimaste tutte le sillabe.
©
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