Era l’autunno d’oro
alias Marina Pacifici
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Era l’autunno d’oro
nel sereno respiro delle colline il tuo sguardo
malinconico e mite.
Era il bacio d’ombra
conforto nell’infanzia a rovinose cadute
lungo impervie salite.
Ora che di solitudine e di nostalgia ardo
i tuoi occhi d’autunno
nell’aurora di un ricordo ancora premurosi mi seguono
come il sole che si accomiata con struggente dardo
accompagnava il tuo passo nel guadare il Lete.
Mi specchio nel tuo sguardo,
padre,
che campeggia sorridente alla parete
e nel labirinto del rimpianto ti riabbraccio e mi ritrovo
in ciò che sento, amo e sono.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (4)
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Stefana Pieretti28 novembre 2017
Versi di,’amore dolce nostalgia rimpianto scorrono lievi come carezze. una poesia che tocca il cuore.
Alberto De Matteis28 novembre 2017
Rimane il ricordo di quello sguardo malinconico e mite e lo specchiarsi in quel quadro appeso alla parete. Con parole dolci e delicate la brava Autrice dimostra tutto il suo amore ed affetto per quella figura tanto cara di padre.
Giovanni Ghione28 novembre 2017
"i tuoi occhi d’autunno" accompagnano la stagione in cui l’Autrice scrive al sensibile e amato ricordo del padre. Una serena e pacata nostalgia ripercorre il tempo vissuto con delicati ed emozionanti versi!
Maria Fiorella Corazza2 dicembre 2017
Perdersi nello sguardo del padre e ripercorrere un’infinità di ricordi vissuti assieme e che mai si cancelleranno e riabbracciarlo caldamente... Molto intensa!




