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Poesia 30 novembre 2017 · lettura 1 min · 561 letture

Da bambino guardavo i treni a vapore

massimo turbi 1245 poesie pubblicate
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respiravo la quiete notte desiderando di esser una tua canzone avvinta dall’affezione sublime e per non farti presagire di esser sola la mano scivolava nell’intimo odoroso di carnalità suadente attraversavi i muri del pianto lungo gli argini addensati dalle ombre della luce e neppure il silenzio era più tuo dietro le quinte dell’ amore mi ritrovavi digiunando sotto le stelle di Orione da bambino guardavo i treni a vapore desiderando di partire con loro non avendo mai avuto paura di ascoltare il rumore della felicità ed inseguivo la tenerezza degli angeli riscoprendo la voluttà immensa nel sentirti mia in ogni volo di gabbiano
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Commenti (1)

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Sara Acireale30 novembre 2017

È molto bella e suggestiva, oscilla tra fantasia e realtà. Immagini meravigliose che catturano l’attenzione del lettore. Mi sembra di vedere quel bambino che guardava i treni a vapore e immaginava un mondo diverso.