Quintessenza

Ho colto i frutti proibiti
dal nostro albero di carne,
deliziosi e grondanti di squisito sangue
tra le fiamme dell’inferno che mi accarezzano,
ho assaporato la tenera oscurità
di quei gelidi abbracci in una tempesta.
Sei dolcezza sacrilega,
vibrano le punte delle dita
che sfiorano la tua pelle fatta d’etere
mentre i fulmini mi colpiscono
e mi riducono in cenere...
sei passione sottile che penetra i tessuti
delle mie cortecce protettive
dove germoglio e risorgo di nuovo
con un tuo bacio,
emergendo nudo dalla terra
con l’anima sporca...
e le tue gambe stringono il mio collo
togliendomi il respiro
fino a soffocarmi
e le mie mani reggono le tue caviglie
mentre i metalli delle nostre labbra
si fondono e diventano oro
e si trasformano ancora
diventando scintilla, luce,
fuoco, aria
e quintessenza.
©
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