Sembravano cristalli infranti

Quando non riuscivo a sentire
le voci,
nemmeno il fruscio del vento
tra i canneti
o la furia della tempesta.
I cristalli infranti,
rimandavano un rumore
sordo,
come di echi nella memoria,
in un sangue raggrumato
nelle vene.
Ricordavo l’abisso,
la fune immaginaria protesa
su di esso,
ad esorcizzare i funambolici voli
di una mente protesa.
I cristalli in frammenti,
sparsi,
decodificati da materia
amorfa,
simili a specchi concavi,
predisposti ad arte,
per rimandare la visione
di un volto sconosciuto
che non riesce più a sognare!
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L'autore
Eolo
Commenti (3)
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Stefana Pieretti2 dicembre 2017
versi importanti che meravigliano il lettore e danno immaginazione tra le immagini che proietta. L’autore sa come catturare con la sua poesia .
Umberto De Vita2 dicembre 2017
Versi poetici di grande impatto visivo e non solo. Il poeta non è nuovo a queste meraviglie che snocciola con disinvoltura allietando i lettori. Un bel testo, come sempre.
carla composto2 dicembre 2017
versi molto belli che non solo si leggono volentieri ma danno o meglio regalano immagini intense e belle



