L’aculeo del cuore
Antonella Scamarda
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Adesso che il bicchiere è, tutto, pieno
e dentro i tuoi occhi dilaga la quiete
vorrei chiederti dove t’eri perso
mentre tra la folla dei tuoi, pochi, anni
hai dovuto trattenere un dolore
Eppure era in luoghi conosciuti
che imparavi la lingua, infida, di tanti volti
la voce di pochi visi
le mille facce dell’indifferenza...
e in quelle notti, Figlio, spiavo le tue mani
da una porta socchiusa
ferite di sudore e pazienza
vedevo i palmi vuoti ma il petto
sempre colmo
di quella nobiltà che zittisce ogni offesa.
Nulla hai perso di te negl’infiniti altrove
hai una Bellezza piena
come una luna
che sovrasta il più cupo sentiero.
Ora so che più pungente d’ogni rivalsa
è l’aculeo del tuo cuore, quando parla
a se stesso
quando incide il suo rumore
come intima premessa
d’ogni tuo amabile gesto.
©
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Antonella Scamarda
Commenti (1)
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Anna Maria Scamarda10 dicembre 2017
Bellissima! Pregiate le metafore e molto condivise. Meritata vetrina. Complimenti alla mia sorellina e un bel fiocco!

