In balia d’impeto ardente
massimo turbi
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in balia dell’impeto ardente
le dita affusolate, guizzavono
fra le goccie schizzate, d’acqua
sulla bagnata vulva, inebriata di appetiti
i seni gonfi desideravano d’esser mangiati
mi pensavi in ginocchio fra le cosce
ben tornite, la bocca aperta sul ventre
vibrava ad ogni bacio suadente
le mani, spingevano sulla testa
piena di, madidi capelli castani
i fianchi, fluttuavano musicalmente
danzando all’aspetto allettante del Dio Eros
a causa, dell’incendio incipiente
ove il bottoncino batteva fino
allo spasimo lascivo. Agognato nell’essere
sfregato, con tumulto a iosa
le divaricate gambe, si scompigliavano
contro al microfono del getto bollente
emanando, mugolii sempre piu insistenti
i polpastrelli, stressavano l’aulico capezzolo
intuendo di essere al centro dell’attenzione
la brina inumidiva i vetri, gia appannati
ed il calore saliva fino ai pensieri miei
desideroso, di condividere fantasie sublimali
in quelle dita che scivolavano impertinenti
ed insieme sussurrevamo gemiti
rendendoci immortali
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massimo turbi
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