Lucreziana
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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Versi profondi e pungenti per una riflessione sulla vita. Un argomento che nessuno vuol toccare per esigenze di sensibilità e di paura, ma qui in questi toccanti versi viene elaborata tutta la metamorfosi del passaggio tra la vita e la morte nel quale poi nulla rimane. Un argomento originale nel quale viene esposta una sequenza di particolari di assoluto interesse e importanza, un testo meritevole di ampi consensi.
Molto vera, profonda, ma lascia al lettore (a me) un senso di rassegnata "fine", senza nessuna speranza in una vita migliore, dopo questa fine... Capisco che non tutti abbiamo questo sentire ma, quale significato avrebbe altrimenti la nostra vita?
Lucida, ben scritta, rassegnata Poesia... L’Autore Terracciano espone in questi versi la propria visione della morte, o meglio di ciò che si aspetta ci sia dopo, lasciando bene intendere quale sia il suo pensiero. Si pone con umiltà e ragionevole dubbio, affermando che né da per scontato che nulla ci sia, né in ogni caso si crogiola in quelle che potrebbero essere tranquillamente false speranze. Prevale in ogni caso nettamente la visione pessimistica (e indubbiamente più tangibile).Nel complesso l’interpretazione che ne ho dato è questa, mi scusi il Poeta se ho frainteso. Ottima prova
Versi molto profondi scritti molto bene riguardante la vita. Il poeta con questa riflessione ci indice ad essere anche cauti di fronte alla morte.
C’è qualche filosofo contemporaneo che sostiene: pensare che le cose sono caduche, cioè pensare che dal nulla si originano per caso o sono create dal nulla da un Dio e di nuovo diventano nulla o ritornano "polvere" secondo la tradizione cristiana, pensare questo equivale a pensare che le cose sono nulla. Non c’è molta differenza, in questa concezione errata delle cose caduche, che permea tutto il pensiero occidentale, fra la visione "atea" di Lucrezio e una visione religiosa che pone invece come inizio e termine del mondo un Dio creatore ed eterno: le cose sono nulla. Forse è meglio pensare invece che tutto, proprio tutto, è eterno. Non si nega così il variare, il mutare, il divenire, ma si nega l’interpretazione errata del divenire. Ottima
una profonda riflessione ed una toccante nota che nella triste sorte di mio Padre mi accomuna per l’anno e per l’età. "Polvere eri e polvere diventerai" questa è la fine del corpo. Dopo c’è la sorte dell’anima la speranza per noi credenti nella Fede a cui dobbiamo credere nonostante i seri dubbi che anche questo bravo Autore in bella rima richiama!




