591 lettori online · 361.863 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale michelangelolarocca.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Poesia
Poesia 8 dicembre 2017 · lettura 1 min · 1150 letture

L’abete ambizioso

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
+ Segui
Salivi di continuo, per un disegno vago, toccasti quasi il cielo, non eri ancora pago. Ti annoiava forse la vita del giardino? Volevi andar dal sole per stare a lui vicino? Come l’audace Icaro non avesti fortuna, vano il desiderio d’accarezzar la luna. Era davvero immensa la tua ambizione, del disegno di Dio cercavi la ragione. Il legnaiolo crudele di te si è fatto gioco, volevi essere cielo, sei diventato fuoco. Con l’affilata lama ti ha reciso i rami, gli amici del giardino ora invano chiami. Ti manca il passerotto, la dolce rondinella, la precedente vita che era così bella! Pensi al mesto ulivo, all’acero, al limone di vederli ancora hai perso l’occasione! Forse più di tutto ti manca la dolce rosa che del bianco giglio è diventata sposa! Del tuo troppo ardire hai pagato il fio, hai solo una speranza: che ti perdoni Iddio! .
♥ 5 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Angela Schembri8 dicembre 2017

Poesia dalle belle rime che rendono scorrevolissima e musicale l’opera. Quando si vuole toccare il cielo per avere sempre più, si cade precipitosamente e si rimane con un pugno di aria in una mano e nell’altra i tanti, troppi rimpianti per non aver assaporato le gioie della vita, nella loro semplicità ed umiltà. Immagini ben delineate appaiono al lettore rendendo una piacevole lettura. Plauso!

Sara Acireale9 dicembre 2017

Una riflessione che è quasi una favola triste ma con una morale: quando si vuole troppo, alla fine si può perdere ogni cosa. Versi scritti (come sempre) in bella rima che fanno molto riflettere. L’abete era troppo ambizioso, voleva arrivare fino al cielo ma alla fine è stato tagliato per farne legna da ardere. Voleva essere cielo ma è diventato fuoco. Il Poeta (tramite questi bellissimi versi) ci invita ad accontentarci di ciò che abbiamo e che la felicità sta nelle piccole gioie della vita. Molto apprezzata.