Amore mio
Maria Grazia Vai
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L’ultimo fiato d’ottobre declina
e sfocia di tenerezza in disperazione
sui prati sferzati da un vento smarrito
Quel grigio di neve e notturne parole
che ora, tristi e scure, consolano folle
di solitudine e torrenziali piogge
L’inverno che passa tra i rami e le radici
e senza rumore, risveglia la terra
nascosta sotto l’inchiostro dei calendari
lasciandoti qui, tra questi sentieri di neve
l u n g a m e n t e battuti
L’impronta di un airone tra le foglie
nel cortile. E forse la tua mano, che non vedo
se non nella memoria di carezze
cucite a filo rosso in ogni angolo e stagione,
dentro cui mi sei dimora. Oro e fiato.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Francesco Rossi9 dicembre 2017
La poesia si sostanzia dello stile asciutto che concede al lettore di visualizzare i punti d’incontro in una lettura d’amore che stimola la percezione.

