Stazione di frontiera
alias Marina Pacifici
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Si sveglia nell’ aria gelida
la domenica dicembrina
ed il Monte Lema
scompare in un manto di foschia.
Nel silenzio della mattina
con irresistibile malìa
torna un ricordo dolce e lieve
e sul cuore che rammenta
si posa nella carezza di un fiocco di neve.
La stazione di frontiera s’è vestita a festa
e riapre quest’oggi ammodernata e nuova.
Soltanto nell’anima
che al filo della memoria sospesa resta
la nostalgia si rinnova.
Il mio passo solitario va lungo la banchina.
Lontano splende una luce
in fondo ai binari.
E in un palpito rivedo
l’aurora indimenticabile dei tuoi occhi cari.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Maria Fiorella Corazza10 dicembre 2017
L’autrice dedica una poesia al padre stupendamente ben scritta... e rinnova la nostalgia, ricordando l’aurora indimenticabile dei suoi occhi...

