Ventuno a rispetto del venticinque
Appeso a muro rustico
bisticcia lo sguardo col quadro
chiodo che chiodo non ha scacciato
dando sensazione di perenne conflitto
eludendo obblighi in precedenza assunti
farraginosa attesa che sola qualcosa cambi
genti diverse in esigenze di vita unite, lontane
hanno smarrito l’orizzonte come il loro destino
invano rincorso rendendo sangue al sangue
lingue che più non leccano ferite meditando
massaggio perenne all’idea di vendetta
negano a priori possibilità alcuna
opprimendo senza ritegno
pace che ora adirata tace.
Quand’ecco a redarguire
rigiunge senza remore il Re
sinistra come destra, nord e sud
tutti, per lo stesso tragico errore
unica inezia contro vita proficua:
verità in rispetto che manca,
zolla ... fuori il suo buco.
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Commenti (1)
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Luciano Capaldo11 dicembre 2017
Una lirica eccellente per la struttura "alfabetica" che riesce comunque a mantenere una forma evocativa e musicale. Un contenuto che indubbiamente si può solo apprezzare e non solo per il messaggio spirituale in essa contenuta quanto anche per la serie eloquente di immagini che la caratterizzano. Vero! Una pace che adiratamente tace e quella nuvola di equilibrio ed oserei dire anche saggezza pronta a coprire indistintamente sud e nord, bianco e nero. Durerà poco!
