L’odore del prossimo

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dice il vero il poeta ormai ci accostiamo alla chiesa solo nelle feste di precetto potremmo guardarci intorno e vedere il nostro prossimo al quale spesso non facciamo caso un sorriso un gesto un aiuto ... sarebbe meglio che pregare per abitudine bella lirica
Forse anche questo è egoismo, oltre che un modo di apparire... farsi vedere anche nella preghiera che dovrebbe essere un atto intimistico... Veneriamo e Lodiamo un ipotetico Dio senza accorgerci che vicino a noi ci potrebbe essere un "Cristo" da salvare
Una tematica importante rappresentata con versi molto incisivi e penetranti. C’è poco da aggiungere alla riflessione del poeta ed è innegabile che stia accadendo tutto questo. Colpa nostra, colpa di una società allo sbando, colpa di chissà chi... ma a nulla conta pregare un Dio se nella vita si conosce solo l’egoismo.
Si adora un pezzetto di legno ma poi si rimane indifferenti al prossimo in carne ed ossa che soffre e ha bisogno d’aiuto. È questo un paradosso dei nostri tempi. Dov’è finita la solidarietà? Mi ricordo che una volta ci si aiutava di più. Se un vicino o un parente erano in difficoltà si dava una mano. Adesso ci siamo involuti e non capisco davvero il perché. Poesia che induce alla riflessione.
Una disamina profonda, in cui l’attento ed acuto Poeta esterna quanta divaricazione esiste nei comportamenti di una società, che appare sempre più in difficoltà morale. La domanda, ribadita due volte, quasi a volerla sottolineare riguarda l’essere umano, che è attento a pregare davanti a un altare "vuoto", piuttosto che aiutare concretamente il prossimo che vive nella povertà. Questo testo di grande spessore è un grido di dolore, che deve invitare tutti a guardarci intorno per esternare una fattiva solidarietà e non badare soltanto alla forma. Davvero un contenuto molto apprezzato così come la struttura poetica di forte incisività. Plausooo!




