Quell’attimo in più ostinato
Eravamo vicini,
noi che della distanza viviamo,
noi che dell’assenza ci nutriamo.
Avresti potuto fissare i miei occhi,
senza parole, senza contatti.
Guardarmi a lungo senza pensare,
perso semplicemente nelle onde del cuore ...
ma non l’hai fatto!
Avresti dovuto intrecciare le tue mani nelle mie,
fissarlo il contatto,
sfiorarmi le dita incurante del tempo trascorso,
senza illustrare un percorso ...
ma non l’hai fatto!
Avresti osato sfiorarmi le guance?
Accorciarle le distanze e,
avvicinando le tue labbra alle mie,
scoprirne le alchimie?
Perché non lo hai fatto?
Un bacio intenso
a lungo pensato,
in un solo momento
rubato alla vita
ed avvolto nel tempo.
Avresti potuto,
avresti dovuto,
avresti osato?
L’equilibrio da te preferito
ti ha tutelato con il mio sacrificio.
Eppure ... nel saluto abbracciato
vi è stato un attimo in più,
ricercato, indugiato.
Quell’attimo in più è bastato
a capire d’un tratto
il desiderio inappagato
di un attimo in più così ... ostinato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!