Luce
Dave Giacobs
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Non necrologi,
né servili grazie,
impetro;
non stupore, né perdono
per te che vai:
perché ti voglio... niente!
Nulla, ripeto,
rubo a te
se luce ancor mi darai:
voglio cantare...
Un pizzico di canto
per narrare di colei
che mai... a me... ritornerà:
per cui lasciai
la gioia, la speranza;
l’assillante nausea
dal cappio gelido,
che strozza giorno dopo giorno
un po’ di te, di me...
Fecondo rendimi
di questi tristi suoni,
da te diletti e,
soggiogato,
nella malinconia lasciami,
e nella polvere:
dominanti fattori nell’incerto
soggiorno con cui
ci respingiamo le onde,
naufraghi d’un immaginario oceano.
E nell’accordo
che accompagna questa
lunga nenia solenne,
anima mia, rifugiati,
precaria,
e resta
come fragile foglia
in bilico su orrendo baratro,
e certo piangi del segreto
terrore d’una lenta
agonia senza gemiti.
Oh, mia esistenza e luce,
questa tua fedeltà
sempre disperato inseguo...
< >.
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